21Maggio2019

Convegno CEI a Caserta 13 maggio 2019 (con foto): High tech, I touch (a cura dell'AMCI) - Sessione su Medicina Solidale (a cura del Forum) e Tavola Rotonda sull'Ambiente

Presentazione e foto del Convegno curato dall'AMCI


 

L'AMCI a nome del Presidente Nazionale Filippo  Boscia, dell'Assistente Nazionale Card. Edoardo Menichelli e di tutto il consiglio di Presidenza  Nazionale è lieta di invitare tutti i propri iscritti a partecipare al Convegno Nazionale CEI che si terrà dal 13 al 16 maggio a Caserta, presso l’Hotel Centro congressi Golden Tulip Plaza.  e dal tema : Feriti dal dolore e toccati dalla Grazia  (troverete tutti i particolari nel sito apposito http://www.convegnosalute.it ).

In modo particolare segnaliamo la sezione a cura dell'AMCI HIGH TECH, I TOUCH: TOCCO UMANO E USO DELLE TECNOLOGIE  che si terrà il 13 maggio ore 9.00 - ore 13,00 e che vedrà impegnato il nostro Consiglio di Presidenza Nazionale. 

 

Nel pomeriggio (ore 15.00-18.00) si terrà una sessione :  sul tema dellaMEDICINA SOLIDALE - promosso dal Forum delle Associazioni socio sanitarie e presieduto daAldo Bova (vedi in allegato il comunicato ed il programma)

Sempre nel pomeriggio ci sarà anche una interessante Tavola Rotonda alla sala Leonardo da Vinci

 

Abitare il conflitto tra salute, economia e lavoro.
alla quale parteciperà anche  il Dott. Mario Ascolese – Presidente Regionale Associazione Italiana Medici Cattolici (AMCI Campania)

 

Lunedì 13 maggio 2019, dalle ore 9.00 alle ore 13.00

Sala: NICCOLO’ COPERNICO

 

 PROGRAMMA DEL 13 MAGGIO ORE 9.00 - ORE 13.00


 

Le nuove frontiere della chirurgia robotica
Franco BalzarettiVice Presidente Nazionale per il Nord

 

La robotica assistiva (assistive robotics)
Stefano OjettiVice Presidente
Nazionale AMCI per il Centro

 

L’assistenza intensivistica alla nascita ai confini della vita
Filippo M. Boscia
Presidente Nazionale AMCI

 

La tecnologia biomedica: risorsa per la cura del paziente o strumento per dominare la morte?
Giuseppe BattimelliVice Presidente AMCI per il Sud

 

Approccio umano alla Medicina manuale
Vincenzo SaraceniSegretario
Nazionale AMCI

 

Tocco umano e il corpo trasferibile:la problematica dei trapianti d’organo
Santa Fizzarotti SelvaggiPsicologo-psicoterapeuta 

  

HIGH TECH, I TOUCH: TOCCO UMANO E USO DELLE TECNOLOGIE

Troverete tutti i particolari nell'apposito sito :  http://www.convegnosalute.it/

 

15-05 ORE 15.00 : INCONTRO SU MEDICINA SOLIDALE

Promosso dal Forum delle Associazioni sociosanitarie

Videoessaggio del Presidente Boscia - Marzo 2019

Siamo lieti di  pubblicare un videomessaggio del nostro Presidente Nazionale prof. Filippo Maria Boscia.

NB: per accedere al videomessaggio è sufficiente  cliccare il link di Youtube qui sotto allegato

https://www.youtube.com/watch?v=hIm42lGvpOA

AMCI (Sezione di Savona) : Aperto ambulatorio per poveri ed immigrati ed il XII Premio Cronin 2019

A SAVONA E’ STATO APERTO UN AMBULATORIO AMCI PER POVERI ED IMMIGRATI

 "Nel febbraio del 2018, a conclusione dell'Assemblea dei soci di una appena rinata sezione savonese dell'AMCI, si concordò fra il Presidente di sezione ed alcuni soci di dare un segno tangibile, molto più di quanto fatto in merito nei 61 di vita della stessa sezione fosse stato mai fatto, della nostra presenza nel campo del volontariato attivo, a favore degli "ultimi della classe", dei diseredati, dei "senza fissa dimora" del territorio savonese. Si pensò alla messa in funzione di uno spazio dedicato all'assistenza medica, ma anche psicologica o di mero ascolto che supportasse le carenze inevitabili dei servizi pubblici, pur meritori, in essere.

 Si coinvolse da subito l'Assistente Ecclesiastico, in quel momento il Vescovo di Savona, Mons. Gero Marino, che diede la Sua approvazione all'intento, pur all'interno di una certa perplessità circa la sua effettiva realizzazione. Poi ne parlammo, promuovendo una riunione tecnica allo scopo, con i vertici della Caritas Diocesana, capitanata dal Direttore Don Adolfo Macchioli. La Caritas nel nostro progetto doveva e deve rappresentare, in modo indispensabile, il riferimento fondamentale, segnalandoci i casi umani di cui occuparsi e spalleggiandoci in ogni aspetto organizzativo.

Il progetto presentato alla Caritas a fine febbraio 2018 prevedeva un nostro impegno settimanale (attraverso uno dei nostri soci a turno o anche tramite medici non necessariamente iscritti alla sezione), ogni mercoledì, in un arco orario dalle 16.30 alle 18.00, presso una sede disposta dalla Caritas che sia dotata delle caratteristiche di igiene e congruità adeguate all'utilizzo destinato.

Dopo circa due mesi di attesa di risposte chiare da parte della Caritas, in merito naturalmente alla sede e al personale che avevamo richiesto come necessario a sostegno durante quell'ora e mezza di servizio da parte nostra.

Mercoledì 23 maggio, presso una sede individuata all'interno del Seminario Vescovile, accontentati sui requisiti di cui sopra, si è svolta la prima ora e mezza di servizio, attraverso l'impegno di uno dei 20 soci volontari della sezione.                                                     

Mercoledì 30 maggio inaugurazione ufficiale della sede, alla presenza nella duplice veste del Vescovo di Savona ma anche nostro Assistente Ecclesiastico, di vari soci, dei vertici Caritas e di alcuni giornalisti di testate locali. Al riguardo è giusto segnalare il particolare interesse destato sulla stampa locale verso l'iniziativa AMCI, attraverso ampi reportages nei giorni precedenti e successivi alla stessa inaugurazione.

Da allora sono trascorsi più di otto mesi. Lasciando da parte la scaramanzia, non posso negare di quanto ci si possa oggi dichiarare soddisfatti per come tutto stia procedendo e in ogni aspetto. Dalla cura dello spazio dedicato in Seminario, alla cordialità e alla complicità dei collaboratori della Caritas e del Suo nuovo Presidente Dott. Alessandro Barabino, espresse nei nostri riguardi. 

I medici soci volontari al momento sono venti, esattamente come all'inizio, e questo è un ottimo segnale. Non ci sono state defezioni. In realtà il numero è maggiore se consideriamo anche alcuni specialisti (oculisti, dermatologi e odontoiatri soprattutto), anche non iscritti all'AMCI, che per particolari affezioni vengono coinvolti, saltuariamente, dal socio volontario di turno a prestare gratuitamente la propria consulenza.

Tutto allo stato appare funzionare regolarmente e una adeguata dose di flessibilità da parte di tutti rende più agevole l'organizzazione del servizio. Ad esempio in caso di non disponibilità per quel certo mercoledì da parte di un socio volontario, lo stesso si mette d'accordo per visitare il gruppo di pazienti in un altro giorno.     

Ogni settimana mediamente vengono valutati medicalmente, ma anche soprattutto ascoltati, 4 o 5 persone, gran parte sotto i trent'anni, quasi tutti profughi provenienti da regioni, le più svariate, dell'Africa. I pazienti in gran parte sono allocati e assistiti presso il Seminario Vescovile. Casi provenienti dal territorio savonese vengono condotti alla nostra osservazione nello spazio dedicato attraverso gli adepti Caritas. Le affezioni prevalenti sono di natura dermatologica, infettivologica e odontoiatrica.  Consistente anche il numero di problematiche nella sfera psichica" 

 


 

 

Amci Savona:  XII edizione del premio Cronin

 

Al via la XII edizione del premio Cronin, concorso letterario, rivolto agli iscritti (o ex iscritti) agli ordini provinciali dei medici chirurghi e degli odontoiatri.

 

L’iniziativa è promossa dalla sezione di Savona dell’Associazione dei medici cattolici italiani (Amci) presieduta dal dr. Marco Lovisetti, che in una nota diffusa informa:

 

“Da questa edizione, novità significativa, per quanto riguarda la sezione ‘narrativa’, oltre il tradizionale ‘premio narrativa 2019’ più le eventuali menzioni, si riconoscerà un premio speciale al testo, come recita il regolamento, ‘in cui i valori umani assumano singolare rilievo nell’ambito professionale’. Abbiamo ritenuto di intitolare detto riconoscimento ad una figura esemplare, di grande suggestione, come il medico, ma anche scrittore, ‘San Giuseppe Moscati’”.

 

Inoltre, prosegue l’Amci Savona, “abbiamo meglio definito il concetto di testo ‘inedito’, per le sezioni di narrativa e poesia, sostituendolo con la più idonea dizione ‘che non sia mai stato rappresentato’, per quanto riguarda la sezione teatro”.

 

La scadenza per l’invio di opere è fissata per il 20 agosto e la premiazione si terrà a Savona il 12 ottobre, dove vi sarà anche una rappresentazione teatrale a cura della “Compagnia cattivi maestri”.

 

Info: https://www.premiocronin.com

NB: abbiamo anche allegato la scheda di iscrizione e la documentazione

 

 

 

  

S. OJETTI (In Terris) : Cosa insegna la legge dell'Alabama - Pareri contrapposti sull'aborto negli Stati Uniti - In allegato anche un articolo di Avvenire


 
 NEWS
Cosa insegna la legge dell'Alabama

di STEFANO OJETTI

         Pareri contrapposti sull'aborto negli Stati Uniti

Correva l'anno 1973 quando la Corte Suprema degli Stati Uniti con la storica sentenza Roe vs Wade legalizzava l’aborto. Da allora nel bipolarismo politico americano i vari presidenti hanno avuto un approccio opposto alle pratiche abortive a seconda se fossero democratici (favorevoli) o repubblicani (contrari). Se Barack Obama infatti aveva inaugurato il suo primo mandato sbloccando i fondi alle organizzazioni internazionali favorevoli all’aborto, Donald Trump ha bloccato poco dopo il suo insediamento i fondi per le Ong che praticano aborti all’estero o forniscono informazioni a riguardo.

La recente legge dell’Alabama che di fatto vieta qualsiasi tipo di aborto tranne che per rischio "serio" per la vita della futura mamma, ha fatto riesplodere in questi giorni la polemica mai sopita tra i favorevoli alle Ivg (interruzione volontaria di gravidanza) e i pro-life. L’aborto è sempre comunque un dramma per chi lo vive e che rimane per tutti una sconfitta: per la mamma che non è riuscita - per le più svariate ragioni - a salvare il suo bambino, per il medico che contro la sua vocazione anziché dare si trova a dover interrompere una vita, e per la società tutta che non è stata in grado di fornire a quella mamma gli strumenti necessari e la possibilità di portare a termine la sua gravidanza. Ciò detto, crediamo che alcune riflessioni debbano essere fatte. Questa provvedimento legislativo varato nello Stato dell’Alabama, rappresenta certamente una legge molto restrittiva sia nei confronti delle grandi problematiche etiche che necessariamente si verificano nei casi relativi a stupri ed incesti sia nei confronti dei sanitari che praticano l’aborto con pene detentive che vanno dai 10 ai 99 anni.

Le domande e le riflessioni sull’annoso problema dell’Ivg sono ancor oggi molteplici anche nel nostro Paese e non possono prescindere da ciò che è la vita: se cioè sia un valore comune a tutti o rappresenti solo un valore dei cattolici. Siamo fortemente convinti che la vita rappresenti il primo valore di una società che voglia definirsi civile e che tale valore sia comune ad ogni razza, confessione religiosa o visione ateista della storia dell’uomo. Non è scritto nella nostra Costituzione che il diversamente abile debba esser eliminato. Certamente lungi dal formulare qualsiasi tipo di giudizio verso chi per scelta o per qualsivoglia ragione si trovi nella condizione di doversi sottoporre ad un aborto, va però certamente sottolineato che in questi casi ci si trova a parlare sempre e soltanto del diritto ad abortire, ignorando altresì totalmente il diritto alla vita del ”bambino”, il quale non può difendersi. Ecco perché è necessario educare, soprattutto le nuove generazioni, ad assaporare il gusto alla vita che comporta il rispetto di se, del proprio corpo, della procreazione responsabile, che non può e non deve intendere l’aborto come metodo anticoncezionale, ma deve abituarsi ad amare il prossimo e quindi l’altro come se fosse parte di se stesso. Solo così crediamo che l’avvenire di questa società possa essere migliore, guardando con speranza al futuro ed educando i nostri giovani a contrastare, anziché favorire la denatalità che rappresenta oggi la mancanza di speranza in un domani migliore. 

 Dopo Therry Schiavo in America, Eluana Englaro in Italia e, recentemente, Charlie Gard in Inghilterra, ora anche la Francia ha il suo caso: Vincent Lambert condannato anch’egli a morire di fame e di sete.

La sentenza di morte infatti è stata ormai pronunciata dal Consiglio di Stato francese, il quale - in base alla legge Leonetti-Claeys  e con la motivazione “ostinazione irragionevole” - aveva stabilito che, dopo la richiesta dell’ospedale Chu Sébastopol di Reims del 9 aprile 2018 e l'autorizzazione del tribunale amministrativo di Châlons-en-Champagne dello scorso gennaio, il 24 Aprile doveesse essere interrotta l’alimentazione e l’idratazione a Vincent Lambert, 42enne tetraplegico che da 11 anni ed in seguito ad un incidente è in stato di minima coscienza.

 La sentenza al momento appare congelata da due ricorsi  distinti presentati dagli avvocati di parte alla Corte europea dei diritti dell’Uomo (Cedu) ed al comitato dell’Onu sui diritti delle persone con disabilità.

A nulla sono valse le perizie di 55 specialisti del settore così come le richieste avanzate dai genitori - definiti come “vicini ai cattolici integralisti della Fraternità sacerdotale di san Pio X” (Le Monde) - di trasferimento in strutture più idonee al trattamento di tali patologie.

 Il grande vulnus antropologico, filosofico, bioetico e purtroppo ideologico è rappresentato dall’ambiguo concetto che anche in Italia si ha a proposito dell’autodeterminazione secondo cui se da un lato di fronte ad una richiesta di morte ha valore la volontà del paziente o del tutore (Dat), dall’altro al contrario di fronte ad una richiesta di voler continuare a vivere si sostituisce lo Stato con una sentenza di morte.

Si comprende bene come il supplire da parte dello Stato alla volontà genitoriale rappresenti una china molto pericolosa considerando le centinaia di migliaia di casi di disabili gravi, di stati di minima coscienza e di anziani non autosufficienti presenti nelle varie realtà che con questa visione ideologica e con tali motivazioni giudiziarie rischiano di essere viste come “vite non degne” di essere vissute e, quindi, da sopprimere.

 E chi stabilisce se un vita è degna di esser vissuta? Forse lo Stato? O una commissione medica il più delle volte  ideologizzata? L’allocazione delle risorse? O piuttosto la persona e in sua vece i suoi cari? Dare la morte per “legge” per pietà o ancor peggio per amore, equipara l’essere umano ad un qualsiasi altro essere vivente del regno animale, ma la persona umana non è soltanto corporeità ma spirito ed anima

                                                                                                   STEFANO  OJETTI

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Pubblichiamo in allegato questo ed altri interessanti Articoli del Vice nostro  Presidente Ojetti su alcuni temi della bioetica